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venerdì 18 aprile 2014

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"Giulio Tremonti ha presentato un disegno di legge costituzionale che prevede la modifica degli articoli 97, 117 e 119 della carta Costituzionale riferiti alla questione del vincolo di pareggio. Subito sono comparsi articoli con titoli allarmati del tipo: “Tremonti vuole cancellare l’Europa dalla Costituzione”, che fanno pensare all’ennesima mutilazione del testo costituzionale. Le cose non stanno affatto così e mi spiego. Il testo originario della Costituzione non contiene alcun riferimento all’Europa e, tantomeno, alla Ue. L’attuale formulazione è assai recente ed è un’eredità del governo Monti di infelice memoria. Esso fu la conseguenza dell’accordo intergovernativo del 2012 meglio noto come accordo del “Fiscal Compact”, che determinava l’introduzione del pareggio di bilancio obbligatorio e l’obbligo di chiedere l’autorizzazione delle Camere in caso di deviazione dall’ obiettivo. 
La prima modifica riguardò l’art. 97 nel quale venne introdotto un brevissimo comma iniziale:
<<Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.>>
Il che, in buona sostanza, significa che le decisioni delle pubbliche amministrazioni, ed ovviamente in particolare in materia fiscale, sono subordinate ai dettami UE e, qualora il responsabile di una di esse (di qualsiasi livello) dovesse decidere in modo difforme, potrebbe anche vedersi chiamato dalla Corte dei Conti a rispondere di “danno erariale”. Il richiamo alla UE è poi ribadito da un inciso nell’art 117 ed un altro nel 119. Da questo poì scaturì la legge applicativa 24 dicembre 2012 n 243 che rende esecutive le norme fissate a partire dal 2014.
Tutto questo va poi letto insieme alla trasformazione dell’art. 81 deciso sempre con legge di revisione costituzionale dell’aprile 2012. La stesura originaria dell’art. 81 si limitava a prevedere, nell’ultimo comma, l’obbligo di copertura di ogni ulteriore legge di spesa oltre il bilancio annuale. Peraltro, questo obbligo nei fatti non fu mai osservato troppo scrupolosamente. Poi nel 2012, a seguito dello sciagurato accordo cui abbiamo fatto cenno, l’articolo venne riformulato come segue:
<< Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale.
 >>
Dunque, occorre mettere in relazione le norme che legano il pareggio di bilancio -ed i limiti di oscillazione possibili- con le direttive Ue.
Di fatto, quella modifica costituzionale diventa, in questo modo, il “catenaccio” che garantisce l’accordo intergovernativo del fiscal compact e rende non aggirabili i limiti al disavanzo, neppure nelle fasi economicamente sfavorevoli come questa. 
Detto in soldoni: se il Governo volesse “sforare” i limiti fissati, non potrebbe farlo contro le indicazioni Ue, perché basterebbe un intervento della Corte dei Conti a bloccare tutto. Ma se anche la Ue ( o la Merkel, per essa), in un accesso di benevolenza, autorizzasse l’Italia a discostarsi dai limiti concordati, così come Renzi ha chiesto vanamente nella sua visita berlinese, ugualmente il Governo non potrebbero far nulla, perché a legargli le mani resterebbero le procedure costituzionali. Di fatto si tratta di un combinato di norme assolutamente micidiale che vincola la politica economica del nostro paese alle decisioni Ue ed il punto più pesante (di cui in questa campagna elettorale proprio non si sta parlando nemmeno per cenni) è quello che riguarda il rientro del debito. Gli accordi da cui è nato l’Euro, prevedono che ogni paese non possa avere un debito superiore al 60% del suo Pil, mentre il nostro debito era al 120% prima del governo Monti e, dopo i sacrifici, è salito al 130%. La Ue ci ha imposto il rientro della quota eccedente entro 20 anni. Questo significa un onere di circa 40-60 miliardi l’anno (la cifra è solo stimabile perché variando il Pil occorre calcolare anno per anno la cifra in assoluto da reperire) che si aggiunge agli interessi.
Anche tagliando brutalmente le spese oltre ogni tollerabilità ed inasprendo la tassazione ordinaria, è materialmente impossibile fare fronte all’impegno. E le strade che restano non possono essere che due: l’alienazione di beni pubblici (le privatizzazioni ovviamente in termini di svendita) ed un prelievo forzoso. Insomma: gli italiani entrino nell’ordine di idee che ci aspetta un prelievo forzoso sui risparmi in banca e, con ogni probabilità, una patrimoniale sulla casa. E neppure è detto che questo basti.
E dire che gli accordi iniziali che hanno preceduto il fiscal compact –prima che Monti svendesse il nostro paese- prevedevano clausole ben più favorevoli per l’Italia, a cominciare dal criterio di calcolo sul debito. Da un punto di vista giuridico, peraltro, è vero che l’Italia consente limitazioni della propria sovranità, ma in condizioni di parità (art 11 Costit.), mentre qui siamo gli unici ad aver messo mano alla Costituzione.
Ed allora, concludendo, qui si fa sul serio: vogliamo il superamento dell’attuale ordine monetario come sostiene il M5S? Vogliamo una “Europa diversa” che rifiuti l’austerità del fiscal compact come vuole la Lista Tsipras? Vogliamo anche solo una politica di bilancio più elastica, come predica Renzi? Per fare tutto questo il passaggio obbligato è eliminare quelle modifiche costituzionali volute da un governo al servizio dei poteri forti stranieri. Ristabilire la sovranità nazionale è il passo preliminare e qui si vede chi fa sul serio e chi no: Hic Rhodus, hic salta." Aldo Giannuli

Da:   http://www.beppegrillo.it/2014/04/il_m5s_abolira_il_fiscal_compact.html?s=n2014-04-18

lunedì 14 aprile 2014

Renzie e Dell'Utri per me pari sono



"Per 20 anni sinistra e destra l'hanno menata con l'antimafia. Da una parte i "buoni" - Violante e compagnia bella. Dall'altra i "cattivi": Berlusconi e i suoi compari Dell'Utri e Cosentino.
Come al solito ci fottevano con le parole, era tutta una recita. Perché poi quando era il momento si accordavano sempre. Prendi il caso del 416ter, la legge che punisce lo scambio politico-elettorale con la mafia. Falcone sapeva che le organizzazioni criminali non vendono i loro voti in cambio di soldi, quelli li fanno in altro modo. Ma Falcone morì mentre Violante fu uno degli artefici del 416ter, una delle legge più inutili che infatti non è mai stata applicata: il politico va punito se in cambio di voti da soldi ai boss. Un genio. Se quella legge fosse stata scritta come oggi chiede il M5S il latitante dell'Utri sarebbe stato processato e condannato non per concorso esterno - avvenuto fino al 1992 - ma per lo scambio elettorale con la mafia e con una pena più alta, un reato che Dell'Utri ha commesso - secondo le indagini - fino all'altro ieri. Mentre la sinistra faceva i convegni antimafia - pagati con i soldi pubblici - chiudeva gli occhi sull'invasione delle cosche nelle regioni che amministrava. Fino ad arrivare ad appoggiare il TAV definito dal Movimento il tunnel della mafia. Per vent'anni la sinistra ha parlato di Falcone e Borsellino mentre li tradiva, per vent'anni la destra difendeva l'eroe Mangano per difendere il boss di Arcore. E in mezzo c'eravamo noi: quelli che la legalità di uno Stato criminale - quello di Equitalia, quello delle Grandi opere - provavamo a rispettarla, con le immagini diCapaci e Via d'Amelio a bruciarci ancora il cuore e gli occhi.
L'antimafia dei "buoni" vi chiedeva il voto contro Dell'Utri e poi contrattava con il suo padrone, vi chiedeva il voto contro la mafia e non ci pensavano nemmeno a fare una legge anti-corruzione. Vi chiedevano il voto in nome di Falcone e Borsellino e poi quando il Quirinale prova a far saltare l'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, in attesa magari che il pm Nino Di Matteo salti in aria per mano del Riina di turno, nessuno a sinistra apre bocca. Forse perché i giudici antimafia buoni, a sinistra, sono solo quelli morti. Quelli su cui fare campagna elettorale. Ma quando poi si arriva in Parlamento i "mafiosi", i cattivi, come Dell'Utri diventano interlocutore per le riforme o per l'elezione di D'Alema al Quirinale e per mille altri patti.
Oggi hanno gettato la maschera, oggi è finita la recita della sinistra antimafia, dei buoni contro i cattivi. Li abbiamo visti questi soloni - loro sì veri professionisti dell'antimafia - come hanno votato per il Tav a cui non si applicherà la normativa antimafia, li abbiamo visti votare per un 416ter depotenziato, li abbiamo visti come da una parte si facevano vergini strillando contro il Cosentino di turno e dall'altra battevano le strade per vendersi l'ultimo appalto. Ecco un'altra vittoria del M5S, l'antimafia parolaia,imbelle e complice è finita.

Da:    http://www.beppegrillo.it/2014/04/renzie_e_dellutri_per_me_pari_sono.html?s=n2014-04-12

giovedì 10 aprile 2014

Ghigliottina contro il M5S, i mafiosi ringraziano

+++ ULTIM'ORA sul 416ter +++

Tagliola in aula al Senato sul voto di scambio politico-mafioso con scandalosa riduzione delle pene per il 416-ter. Ecco chi vuole tappare la bocca al M5S:

Tagliola in aula al Senato sul voto di scambio politico-mafioso con scandalosa riduzione delle pene per il 416-ter. Ecco chi vuole tappare la bocca al M5S:


"Vergognosa tagliola al Senato sul 416/ter. Pd, Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica hanno imposto la fine del dibattito generale, tappando così la bocca a 27 rappresentanti del Movimento 5 Stelle iscritti a parlare. Zanda (Pd), Susta (Scelta Civica), Ghedini (Pd), Cirinnà (Pd), Sacconi (Nuovo Centro Destra), Palma (Forza Italia), Romani (Forza Italia), ecco i nomi degli antidemocratici che hanno tolto la parola ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Faceva male alle loro orecchie sentire in continuazione la nostra denuncia sulla vergognosa riduzione di pene per chi fa scambio politico-mafioso decisa alla Camera con l'accordo Pd-Forza Italia-Ncd, che ha distrutto quanto di buono costruito nei mesi scorsi al Senato con il contributo del Movimento 5 Stelle. Il Movimento 5 Stelle ora lotterà in aula con gli emendamenti chiedendo di ripristinare il testo licenziato a gennaio al Senato. Testo che prevede le pene di 7 e 12 anni, la sole che assicurerebbero il carcere e l'interdizione a vita dai pubblici uffici per i politici collusi con le mafie. Pene che vergognosamente Pd e Forza Italia hanno ridotto del 40%".

Da:  http://www.beppegrillo.it/2014/04/ghigliottina_co.html?s=n2014-04-10

mercoledì 9 aprile 2014





Renzie continua a raccontare la balla degli 80 euro al mese, in complicità con giornali e tv di regime. Basterebbe andare a leggersi il testo della legge delega ora in discussione al Senato per scoprire che Renzie ha tolto, alle stesse categorie cui ha promesso gli 80 euro, le detrazioni per il coniuge a carico che valgono 700 - 800 euro all'anno, 65 euro al mese circa. La campagna pubblicitaria del venditore di pentole di Firenze finanziata con il sangue delle famiglie italiane. Un voto di scambio a 15 euro. La tua dignità vale così poco?
"Niente più detrazioni per il coniuge a carico: è scritto tra le pieghe della più becera ambiguità del cosiddetto Jobs ActLEGGE DI DELEGA al Governo, attualmente al vaglio del Senato. La lettera c) dell’art. 5 infatti recita così: " introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito complessivo della donna lavoratrice, e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico
Cosa si nasconde dietro questa faziosa e ambigua dicitura? Un vero e proprio blitz sulla fondamentale detrazione per coniuge a carico, sostituito con un improbabile ed incostituzionalissimo tax credit! Oggi la detrazione per il coniuge a carico spetta a qualunque coniuge lavoratore/lavoratrice, uomo o donna che sia, che abbia moglie o marito a carico cioè che non abbia superato il reddito di 2.840,51 euro annuo, 5 milioni di vecchie lire. Questa detrazione ammonta all’incirca a 700/800 euro l’anno. Eliminarla sostituendola con questo cosiddetto tax credit significa ridurre enormemente la platea dei beneficiari!
Infatti la tax credit secondo la fuffa dell’articolo menzionato, spetterebbe come credito d’imposta alle imprese che assumono una donna alle seguenti condizioni, coesistenti:
- donne lavoratrici anche autonome;
- con figli minori;
- che si ritrovino al di sotto di un reddito complessivo;
Interpretando le pieghe di questa strana normativa si scopre che una donna che venisse assunta con questo meccanismo che avesse un coniuge a carico, oppure una coppia senza figli o senza figli minori, perderebbero la detrazione, che invece oggi spetta.
Queste categorie che si troverebbo scoperte, inoltre, sono per lo più proprio quelle alle quali sono stati promessi i famosi 80 euro in busta paga." Carla Ruocco, M5S Camera

Da:http://www.beppegrillo.it/2014/04/togliere_ai_poveri_per_dare_ai_renzie_renziemente.html?s=n2014-04-09

mercoledì 2 aprile 2014

Le critiche alle elezioni on line

Si stanno svolgendo le elezioni on line per i candidati per le europee del M5S, possono votare circa 80.000 iscritti certificati. I giornali di Renzi&Berlusconi fratelli massoni sono partiti all'attacco con la più totale mancanza di fantasia e un QI allo stato primordiale. Dal Giornale.itBastano 33 voti per andare in Europa con i 5 Stelle, con riferimento alla Valle d'Aosta in cui i candidati erano in totale quattro e che conta il minor numero di iscritti al M5S data la sua popolazione che supera di poco i 100.000 abitanti. Che critica è? Berlusconi nomina chi gli pare, un solo voto: il suo, qui almeno sono 33 cittadini TRENTATRE' VOLTE IL PREGIUDICATO. Sempre dalGiornale.it: Dilettanti allo sbaraglio: candidature M5S al Parlamento Ue. I candidati del M5S sono sconosciuti, è vero, ma almeno non sono conosciuti dalle procure di mezza Italia come molti politici, per candidarsi nel M5S non si devono avere carichi penali pendenti. Scrivete anche questo, se ve lo permettono, giornalisti liberi... Vi ricordate candidati illustri come Mastella e la Zanicchi'? Eletti da chi, candidati da chi? Nel mentre la coppia massonica Renzie&Berlusconi sta facendo una legge per impedire la votazione diretta del candidato con il Pregiudicatellum, loro, i parlamentari li vogliono nominati e servi, come i giornalisti.
Ps: qualunque cosa scriviate comunque FI arriva terza, e solo perché il quarto posto è già occupato da NCD.

Caricato da:   http://www.beppegrillo.it/2014/04/le_critiche_alle_elezioni_on_line.html

lunedì 31 marzo 2014

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7,5 miliardi di euro sottratti agli italiani grazie alla violazione delle regole parlamentari. Boldrini dimettiti!

dal sole24ore:
“Bankitalia, la Corte dei Conti apre un' inchiesta sulla rivalutazione delle quote. 
La Procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un' inchiesta sulla recente rivalutazione delle quote di Banca d' Italia da 300milioni di lire a 7,5 miliardi di euro. Lo ha annunciato all' agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor il procuratore regionale Angelo Raffaele De Dominicis: "Qualche giorno fa abbiamo aperto un fascicolo istruttorio". A presentare una denuncia per danno erariale alla magistratura contabile era stata l' associazione Adusbef presieduta da Elio Lannutti che, assieme al MoVimento 5 Stelle, ha preannunciato una vera e propria battaglia legale contro la legge numero 5 del 2014 (definita da Lannutti "un regalo alle banche") che ha rivalutato le quote di Banca d' Italia in mano a istituti di credito e assicurazioni. Oltre alla denuncia alla Corte dei Conti, l' Adusbef si é rivolta alla Commissione europea ipotizzando un aiuto di Stato e ha presentato esposto in 130 Procure italiane ('per il momento solo due - ha detto Lannutti - hanno archiviatò) 'per l' ipotesi - ha spiegato l' avvocato dell' associazione Lucio Golino - di peculato per distrazione ex articolo 314 del codice penale. Secondo la ricostruzione dell' Adusbef, le riserve di Banca d' Italia da cui si è attinto per rivalutare le quote "sono soldi degli italiani, derivano da attività di signoraggio, dall' attività di batter moneta pagata anche dai cittadini. In questo caso - spiegano i legali dell' Adusbef - a commettere il peculato, abusando della propria funzione pubblica, sono stati i membri del Governo che hanno adottato il decreto legge e quelli del Parlamento che lo hanno convertito in legge. Hanno infatti in questo modo preso somme sulle quali non avevano alcun diritto e le hanno devolute alle banche".

Da :  http://www.beppegrillo.it/2014/03/boldrinidimettiti.html?s=n2014-03-29

Non è passato con Berlusconi e non deve passare con " suo figlio " Renzi.

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Sosteniamo l'appello "La svolta autoritaria" che riportiamo integralmente.
Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio

"Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al presidente del Consiglio poteri padronali. Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti) a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.
Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato. Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone".
Nadia Urbinati, Gustavo Zagrebelsky, Sandra Bonsanti, Stefano Rodotà, Lorenza Carlassare, Alessandro Pace, Roberta De Monticelli, Gaetano Azzariti, Elisabetta Rubini, Alberto Vannucci, Simona Peverelli, Salvatore Settis, Costanza Firrao

Da:  http://www.beppegrillo.it/2014/03/la_svolta_autor.html?s=n2014-03-30

Notizie in Movimento

QUELLO CHE SUI GIORNALI E SULLE TELEVISIONI NON VEDRETE MAI.



http://srv06.attivaintelligence.it/attiva/caabldres.nsf/OpenMail?OpenAgent&IDCode=caabld.a0083.1c661834f2a16ef5c1257c2c005d15fd